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Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali (T.W.Adorno)
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[...] Uno di essi sono ora anch’io, fuggiasco dagli dèi ed errante, perchè fidai nella furente Discordia. Perchè fui un tempo fanciullo e fanciulla, e arbusto e uccello e muto pesce del mare. Da quale onore e da quale ampiezza di felicità, così bandito, qui mi aggiro fra i mortali
Empedocle, Purificazioni,DK115
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Al secolo, Emilio Maria Sanfilippo, classe 1987, 18 Luglio;
Vegetariano per passione; musicista e pittore fallito; lettore cronico. Interessato alle lingue, English und Deutsch; amante della buona musica, dell’arte nella mutevolezza delle sue forme, pittura e incisione le predilette. Curiosità infinita per oggetti antichi, perfino vecchi e mal ridotti, pullulanti di vita, oltre che di pidocchi e microbi. Da tempo cerca di ricostruire le origini fotografiche dei suoi avi, ma non riesce ancora a risalire al dinosauro che crede sia progenitore della stirpe nobile cui finge di appartenere. Un solo amore, ma questo appartiene al non detto perché indicibile. Se indicibile non è pensabile. E se non è pensabile non esiste. Per lo meno, non esiste per lui!
Per la società, dottore – e dico dottore – in Filosofia (con baci, saluti, pianti, strette di mani e abbracci annessi) con una bella tesi sul concetto di ontologia applicata e computazionale dal titolo “Per una teoria dell’oggetto. Uno sguardo all’ontologia applicata”. Qualcuno la definirebbe una mal fatta commistione di filosofia analitica, scientismo e truismi metafisici (altro che Parmenide: qui si parla di Quine, Meinong, Nicola Guarino e Barry Smith). Dopotutto, è venuta fuori così. Può sempre dire di aver copiato male, oppure che il Fato ha deciso così per lui. È stato costretto a continuare gli studi con la laurea magistrale in Storia della Filosofia, che ancora non ha ben chiaro cosa sia, né a cosa serva (dopotutto, non serve …).
Da qualche tempo fa sempre la stessa domanda a seminari e incontri universitari, non importa che si tratti di morale, scienza o storia: il punto è talmente pregnante da essere di necessaria discussione, sotto tutti i punti di vista. All’incirca l’argomento suona così: «Se il nostro approccio alle cose non è “puro” (come potrebbe esserlo?), allora chiaramente ad essere conosciute non solo le cose ma i concetti delle cose. E per la conoscenza tutto sembra un grande scacco!». Il problema è che poi mette sempre in mezzo la meccanica quantistica: un giorno gli hanno parlato di un certo principio, ha letto su wikipedia il necessario e ora crede d’essere un esperto di fisica teorica. Allora i professori – da buoni filosofi – storcono il naso divagando sulla questione. Del resto tutti hanno frequentato filosofia per non sentir più parlare di matematica e fisica.
C’è chi dice sia sbagliata la premessa, ma a questi non ha niente da dire: aspetta che qualcuno gli risponda in maniera (in)sensata.
Gestisce ben due siti web per l’informazione filosofica post-naturalista e pre-aristotelica: 1) www.filosoficamente.org, fondatore e co-amministratore insieme a due presunti loschi tizi dalle tossiche movenze e sguardi accoppati. Niente di meno che un presunto filosofo di logica matematica (o qualcosa del genere) che crede l’Essere sia il Tutto esprimibile (ognuno con le sue …) e un filosofo anarchico, solitario e mansueto al punto giusto, che il sabato sera dice di scrivere la sua tesi di laurea al suono di Otello Profazio, mascherando la verità del diletto in film hard; 2) fondatore e pseudoamministratore del blog presente, trascura la parte tecnica abbandonata nelle mani acute del saggio tecno-sophos Giofilo. Sito nato dall’intenzione di cazzeggiare allegramente e lasciare il proprio testamento virtuale.
Per gli amici, c’è chi aspetta muoia per vendere i presunti “appunti”universitari, o i diari che si presume scriva a riflesso delle sue numerose turbe psichiche. Nessuno dei grandi ha mai avuto fama nel proprio tempo e nella propria patria. Ecco perché l’editoria continua a ignorarlo.
Profeta tra le genti, aspetta che il mondo risorga come fenice dalle sue ceneri. Consapevole che però prima bisognerà distruggerlo, è seriamente impegnato in attacchi di ogni forma ai suoi antagonisti (dagli sgambetti, alle minacce filosofiche). La sua etica è quella del p.n.c. (non è un partito politico ma potrebbe esserlo) che spesso si risolve in forme di paraconsistenza. Finge la castità essere una scelta propria, risalente all’etica pitagorica. Si dice voglia essere al momento giusto cremato, per non essere confezionato a puntino da qualche parte in una scatola. E che scriva il discorso del suo saluto estremo al mondo, con l’esplicita intenzione di evitare filastrocche più o meno commoventi. Desidera che l’urna con le sue ceneri sia portata da signorine allegre per l’ultimo drink e poi gettata nel fuoco eterno del Mongibello al suono de “Gli uccelli”, dell’isolano Franco.
Continua a cercare il suo filosofo preferito. Ha buone ragioni – al momento – per pensare sia il caro vecchio Anassimandro e il giusto Karl Marx. Crede Wittgenstein gli abbia aperto la via e Cioran l’abbia chiusa.
Citazione – per il momento – preferita: « Più di un valent’uomo è stato ridotto sul lastrico da una donna», di Henry Chinaski.
Maestro, mentore, dopotutto, amico, P.F. Guru personale D.L.P
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