Non credo d’essere capace di muovere serie obiezioni a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sostengono la politica d’azione del governo italiano.
Per tutti coloro che preferiscono uno stato che tende sempre più ad essere totalitario – giacché è questo che fa minacciando seriamente la libertà di stampa, togliendo fondi alla ricerca universitaria, tacciando puntualmente l’opposizione ideologica, oltre che politica, mascherandosi dietro falsi valori tradizionali e nella presunzione di ridurre l’identità dello stato moderno (divisione dei poteri in primis) nelle mani di un solo individuo – e che vogliono questo stato, davvero non ho niente da dire.
Da parte mia sostengo che soltanto nel libero esercizio del pensiero riposi l’umano e che uno stato liberale sia il miglior ordinamento della cosa pubblica. Non solo il diritto di non essere d’accordo, ma di poter dire di non essere d’accordo e lasciare che gli altri facciano altrettanto. Eliminare l’università e tacciare la stampa sono decisivi passi per eliminare la nostra capacità di pensare autonomamente da qualsiasi autorità.
E’ un problema serio: vogliono decidere cosa dobbiamo leggere.
Ognuno deve essere libero di pensare ciò che crede sia meglio per sé, ma il momento esige un profondo sguardo sulle cose, che solo una mente allenata, aperta e critica può esercitare. Il resto è solo umanità.


Stiamo arrivando anche a questo…
Intercettazioni, interviene l’Onu
“Legge da abolire o modificare“
Le Nazioni Unite chiedono al governo di intervenire sul ddl perché “può minare il diritto alla libertà di espressione” e annunciano missione nel 2011 per verificare situazione. Frattini: “Sconcertato e sorpreso”
GINEVRA – Anche l’Onu boccia la legge-bavaglio: non solo chiede al governo di “sopprimere o rivedere” il discusso ddl intercettazioni, ma annuncia una missione in Italia, nel 2011, per esaminare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione. A lanciare l’allarme è il relatore speciale sulla libertà di espressione delle Nazioni Unite, Frank La Rue, che in un comunicato chiede al governo italiano di “abolire o modificare” il disegno di legge sulle intercettazioni perché “se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia”.