die Religion

— Il pensiero è la forma logica degli eventi. È la forza che imprime moto alle cose che muovendosi diventano ciò che sono. Ogni cosa è solo perché diviene: altera la sua identità, perde parti di sé sostituendole con altre. Il pensiero è ciò che muta perché è tempo: è la materialità pura che coglie se stessa sotto le varie determinazioni sociali.

Il credo, al contrario, non è pensiero ma defezione di pensiero, tradimento, scarto, aborto. Impostura. È la cecità a cui i molti sono condannati: fedeli ad un decalogo che, trovata la sua forma, si impone in tutti i tempi.

Credere – a tutti i suoi livelli di contenuto (religione, politica, morale, scienza …) – è l’obnubilazione dello spirito, incapacità di comprendere il Tempo —

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Fin dal principio, da Omero tutti hanno imparato (DK10).
Attribuirono agli dèi, sia Omero sia Esiodo,
tutto quanto presso gli uomini è oggetto di onta e di vergogna:
rubare, commettere adulterio e ingannarsi a vicenda (DK11).

Ma i mortali credono che gli dèi nascano
e che abbiano vesti, lingua e figura come loro (DK14).
Ma se i buoi e i cavalli e anche i leoni avessero mani,
e con le mani potessero dipingere e compiere le opere
che compiono gli uomini,

i cavalli dipingerebbero immagini di dèi simili a cavalli,
e i buoi simili a buoi, e plasmerebbero i corpi degli dèi
tali quali essi stessi hanno,
ciascuno secondo il proprio aspetto (DK15)
Non è vero che fin dal principio gli dèi hanno svelato
tutto ai mortali,
ma gli uomini stessi, cercando, col tempo trovano
ciò che è meglio (DK18)

Senofane, Silli

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Le sostanze sono i primi tra gli esseri, e, se tutte le sostanze fossero corruttibili, tutti gli esseri sarebbero corruttibili. Ma è impossibile che il movimento o nasca o muoia, perché esso è da sempre,e così è impossibile che nasca e muoia il tempo, perché non è possibile che ci siano il prima e il dopo se non c’è il tempo; anche il movimento dunque è continuo come è continuo il tempo, perché il tempo o è la stessa cosa del movimento o una sua proprietà.[...]
Ma se c’è qualcosa che è capace di generare il moto o che può produrre, ma non è in atto, non ci sarà movimento, perché ciò che ha potenza può anche non essere in atto […]. Ci deve quindi essere un principio tale che la sua sostanza sia atto. Pertanto queste sostanze debbono essere senza materia, perché debbono essere eterne, se ci deve essere anche qualche altra cosa eterna: dunque devono essere atto

Aristotele, Metafisica, XII, 6, 1071b 5-22

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In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste [...]
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Vangelo di Giovanni

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Dunque, o Signore, che dai l’intelligenza della fede, concedimi di capire, per quanto sai che possa giovarmi, che tu esisti, come crediamo, e sei quello che crediamo. Ora noi crediamo che tu sia qualche cosa di cui nulla può pensarsi più grande. [...] E questo ente esiste in modo così vero che non può neppure essere pensato non esistente. Infatti si può pensare che esista qualche cosa che non può essere pensato non esistente; e questo è maggiore di ciò che può essere pensato non esistente. Onde se ciò di cui non si può pensare il maggiore può essere pensato non esistente, esso non sarà più ciò di cui non si può pensare il maggiore, il che è contraddittorio. Dunque ciò di cui non si può pensare il maggiore esiste in modo così vero, che non può neppure essere pensato non esistente.

Anselmo d’Aosta, Proslogion

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Valutiamo i vantaggi e gli svantaggi nello scommettere che Dio esiste. Consideriamo le due possibilità. Se vinci, vinci tutto; se perdi, non perdi niente. Non esitate, allora, a scommettere che Lui esiste.

Blaise Pascal

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In questa profonda ignoranza e oscurità, tutto ciò di cui l’umanità dispone è l’essere scettici, o quantomeno cauti; e non ammettere alcuna ipotesi, qualunque essa sia; e meno di tutte quelle che hanno il sostegno di un’apparenza di probabilità.

David Hume

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Si crede in Dio soltanto per evitare il monologo tormentoso della solitudine. A chi altri rivolgersi? Si direbbe che Egli accetti volentieri il dialogo e non ci serbi rancore per averlo scelto come pretesto teatrale dei nostri scoramenti

Emil Cioran

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