“La libertà di stampa non è un diritto assoluto”

Non credo d’essere capace di muovere serie obiezioni a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sostengono la politica d’azione del governo italiano.
Per tutti coloro che preferiscono uno stato che tende sempre più ad essere totalitario – giacché è questo che fa minacciando seriamente la libertà di stampa, togliendo fondi alla ricerca universitaria, tacciando puntualmente l’opposizione ideologica, oltre che politica, mascherandosi dietro falsi valori tradizionali e nella presunzione di ridurre l’identità dello stato moderno (divisione dei poteri in primis) nelle mani di un solo individuo – e che vogliono questo stato, davvero non ho niente da dire.

Da parte mia sostengo che soltanto nel libero esercizio del pensiero riposi l’umano e che uno stato liberale sia il miglior ordinamento della cosa pubblica. Non solo il diritto di non essere d’accordo, ma di poter dire di non essere d’accordo e lasciare che gli altri facciano altrettanto. Eliminare l’università e tacciare la stampa sono decisivi passi per eliminare la nostra capacità di pensare autonomamente da qualsiasi autorità.
E’ un problema serio: vogliono decidere cosa dobbiamo leggere.

Ognuno deve essere libero di pensare ciò che crede sia meglio per sé, ma il momento esige un profondo sguardo sulle cose, che solo una mente allenata, aperta e critica può esercitare. Il resto è solo umanità.

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