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Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali (T.W.Adorno)
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Meditazioni benedettine III
Niente di più triste di un laureando che non vede l’ora di arrivare al suo agognato obiettivo per non leggere più un libro in vita sua.Forse qualche libro scomparso è caduto nelle mani di uno studente sbagliato. Forse la grande biblioteca di Babele fu incendiata, in una notte d’estasi, da giovani bachelor, che festeggiavano insieme agli amici più stretti.
Del resto, se si è già capito, cosa deve ancora essere letto? E un bachelor non ha letto abbastanza per i suoi 300 punti? Non a caso i dogmatici di ogni epoca hanno bruciato libri: «Non esiste nulla, non deve esistere nulla al di fuori del nostro credo. Solo un libro deve passare alle generazioni, perché non c’è nulla che in esso non sia compreso».
Già…non esiste nulla, di ciò che ha la pretesa di imporsi perenne nei secoli, che meriti di essere appreso.
Che poi – stando a certe logiche – quale asserzione potrebbe essere pronunciata da un dio? Se ogni sua parte non può essere inferiore al suo intero (se è dio), ogni asserzione dovrebbe equivalere al suo intero: dovrebbe essere infinita. Una sola sillaba divina, allora, sarebbe già più dell’universo intero.
Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto:
c’era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava,
si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata…
Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io:
sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio!
“Dixit”, ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato:
come T.V. non valeva un bel niente, ma l’ Universo era stato creato…
Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato l’Universo!
Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale!
“Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh sì, lo ammetto, sarà un po’ buio, ma non dir più che non si vede un tubo!”
Francesco Guccini, Opera buffa, La genesi